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A Reno, Nevada, un detective al suo ultimo giorno di lavoro decide di accollarsi un caso di omicidio con stupro ai danni di una bambina.
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Friedrich Durrenmatt, terza regia di Sean Penn. Film insolito e anomalo, che inizia come il più classico dei polizieschi e svolta a metà strada verso un canovaccio più scomodo e impervio, quello dell’indagine privata senza elementi, senza indizi, e dunque senza storia. Il complessissimo ritratto di Jerry Black, reso alla perfezione dal Jack Nicholson più controllato della carriera, suggerisce milioni di sfumature che vanno dalla solitudine del pensionamento all’ultimo scatto d’orgoglio, passando per la voglia tardiva di paternità che rende difficoltoso anche un primo giudizio sul personaggio: coraggioso, istintivo o semplicemente patetico? E’ materia letteraria molto difficile da tradurre in immagini, con un Penn che prudentemente si mantiene sui binari di uno stile classico alla Clint Eastwood. Il finale, amaro e crudele, rivaluta l’intero film e pone ulteriori interrogativi. Grande spreco di attori famosi, tra cui Mickey Rourke, Vanessa Redgrave, Helen Mirren e Benicio Del Toro.

Voto: 7-

Trivia
(La fotografia di Jack Nicholson giovane che si trova nell’ufficio del protagonista è la stessa usata anche nel finale di “Shining”)

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