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Elliot e Beverly, affermati ginecologi, sono due gemelli omozigoti. Abituati da sempre a dividersi le donne, vanno in crisi quando nelle loro vite entra un’attrice televisiva che non può avere figli, ma che li condurrà alla distruzione.
Film di svolta nell’itinerario cinematografico del canadese David Cronenberg, che passò dalle sue storie folli e malate di terrificanti mutazioni fisiche (La mosca, Videodrome) a una narrazione più sottile e psicologica, sicuramente il più inquietante saggio sui gemelli mai visto al cinema. Ha un effetto particolarmente disturbante la contrapposizione tra il rigore del linguaggio medico-scientifico e il legame indissolubile e totalmente irrazionale che lega i destini dei due protagonisti (che poi sono uno solo, un Jeremy Irons al di sopra di ogni elogio). Tutto ciò che succede nelle loro vite, compreso l’arrivo di Claire Niveau, è del tutto subordinato e accessoriale al richiamo del sangue e delle pulsioni primitive dei fratelli Mantle, un’interpretazione in chiave biologica del Destino a cui persino un luminare come Cronenberg sembra ora inchinarsi. L’inquadratura finale è un’evidente e geniale citazione della Pietà di Michelangelo. Più sfrondato e meno ricco di effetti speciali di altri suoi film, è uno dei pochi Cronenberg che oggi può essere trasmesso in tv (quasi) senza tagli.

Voto: 7,5

Trivia
(Lo sdoppiamento di Jeremy Irons sullo schermo fu reso possibile grazie a uno dei primi utilizzi della fotografia trasparente, la cosiddetta “moving matte”, che consiste nella sovrapposizione di due scene, una delle quali con fondo blu)
(Il film è ispirato alla vera storia dei gemelli Stewart e Cyril Marcus, raccontata nel romanzo “Gemelli” di Bari Wood e Jack Geasland)

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