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Per vendicare il suo amico Reuben, in coma per un infarto dopo essere stato raggirato dal nuovo magnate degli hotel Willie Bank, Danny Ocean raduna la banda per la terza volta.
Il terzo capitolo della saga di Danny Ocean potrà far felici i fan: nettamente superiore al pasticciato secondo capitolo, “Ocean’s Thirteen” non sfigura neanche al confronto con il primo, del quale, dopo il tour europeo di tre anni fa, riprende finalmente l’unità di luogo (ancora Las Vegas) e di azione (un solo gigantesco colpo, invece che i mille rivoli in cui si disperdeva “Ocean’s Twelve”). Brillante in ogni aspetto, dalle inquadrature sempre originali di Soderbergh al brio very cool del nuovo “Rat Pack” comandato da Clooney e Pitt; traspare chiaramente il gran divertimento di tutto il cast, compresa la new entry Al Pacino che sfoggia un’improbabile chioma fulva. La sceneggiatura di Brian Koppelman e David Levien, pur costretta ad alzare di continuo la posta in palio e la diabolicità dei piani (e quindi a barcamenarsi tra polarizzatori e magnatron), non perde un colpo, anche se non arriva alla perfezione al millimetro dello script del primo episodio. Intrattenimento intelligente se ce n’è uno.

Voto: 7-

Trivia
(Al Pacino e Andy Garcia tornano a recitare nello stesso film 17 anni dopo il terzo capitolo del “Padrino”. Pacino recita anche insieme a Scott Caan, figlio di James, che nella saga di Coppola era Sonny, fratello maggiore di Michael Corleone)
(Nel finale all’aeroporto Brad Pitt dice a George Clooney di non ingrassare fino alla prossima volta che si rivedranno, alludendo a Syriana, film per il quale Clooney si è sottoposto a una dieta ingrassante. Clooney replica consigliando a Brad Pitt di fare due bambini, riferendosi alla sua relazione con Angelina Jolie)

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