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New York, 1799: un detective razionalista viene inviato nell’angusta Sleepy Hollow per indagare sul misterioso caso di un cavaliere senza testa che uccide e decapita le proprie vittime.
Dall’omonimo romanzo di Washington Irving, Tim Burton trae un horror gotico visivamente debordante, in cui dà l’aria di divertirsi un mondo nell’adattare la sua sfrenata fantasia ai costumi di fine ‘700, mostrati con sapiente golosità e almeno un grave errore (il taumatropio, il giochino della gabbietta con cui si svaga Johnny Depp, non fu inventato che nel 1826). Sceneggiato un po’ alla rinfusa e con troppi personaggi per un film da 100 minuti, è soprattutto un saggio dello straordinario talento figurativo del regista, uno che quando è di luna buona darebbe 6-2 6-2 anche a Peter Jackson. La castissima (solo due baci sulla guancia) storia d’amore tra Ichabod Crane e Katrina Van Tassel è una delle meno riuscite dell’intera cinematografia burtoniana, ma non per colpa di un Johnny Depp ammirevole nel programmatico abbandono della sua immagine di tenebroso alla Donnie Brasco. Momenti sparpagliati di grande cinema, come la prima scena dell’albero o la morte di Baltus Van Tassel, all’interno di una confezione molto più dignitosa, di sicuro intrattenimento e premiata anche con tre nominations all’Oscar (di cui una, quella per le scenografie, trasformata in statuetta).

Voto: 7

Trivia
(All’inizio de “La zona morta”, film di David Cronenberg del 1983, Christopher Walken è un maestro di scuola che legge ai suoi alunni “The Legend of Sleepy Hollow”)
(La prima scena del film fu girata da Conrad L. Hall, grande direttore della fotografia e vecchio amico di Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia di questo film)
(Ichabod Crane e Katrina Van Tassel sono personaggi realmente esistiti)
(Per il ruolo principale furono presi in considerazione anche Liam Neeson, Daniel Day-Lewis e Brad Pitt; per il ruolo di Katrina si pensò anche a Winona Ryder)

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