le-relazioni-pericolose.jpg
Dall’omonimo romanzo di Choderlos de Laclos: una futile scommessa tra il sottaniere visconte di Valmont e la viziosa marchesa di Merteuil si trasforma in un gioco al massacro dalle inattese conseguenze.
La più felice delle cinque trasposizioni cinematografiche de “Le relazioni pericolose”, romanzo del 1782 molto poco settecentesco nel ritratto di un’aristocrazia malata di noia e impotente vittima di un irrefrenabile cupio dissolvi. All’esordio a Hollywood, il britannico Stephen Frears si avvale dell’impeccabile riduzione teatrale di Christopher Hampton (premiato con l’Oscar) e di un cast perfetto (con una sola eccezione) per un dramma di algido rigore stilistico ma fiammeggiante nei dialoghi, tanto da essere per lunghi tratti all’altezza di uno dei più alti esempi di letteratura erotica. John Malkovich di straordinaria espressività e sfrontatezza nell’autorità con cui tiene i primi piani; non gli è da meno una Glenn Close al suo meglio, a cui Frears regala un epilogo memorabile, uno dei più crudeli che si possano immaginare per una donna. La nota stonata è una Michelle Pfeiffer anodina e tutt’altro che irresistibile, che fa poco per dare spessore ad un personaggio già mortificato nel testo originale; nel suo finire in pasto alla perdizione, molto meglio la semi-esordiente Uma Thurman. Oltre a quello per la sceneggiatura, altri due Oscar ai costumi e alle scenografie.

Voto: 7,5

Advertisements