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Un assicuratore si innamora della moglie di un suo cliente, e con lei progetta un piano diabolico: uccidere il marito per intascare un lauto premio da centomila dollari. Complicazioni.
Uno dei primi grandi noir dell’era moderna, il primo grande successo del 37enne Billy Wilder, al suo quarto film. Archetipico per quanto riguarda alcuni dei caratteri fondanti del genere: la proverbiale dark lady di Barbara Stanwyck (nel ruolo che le valse una carriera), il lento e inesorabile snodarsi degli eventi, il cerchio che si stringe fino all’inevitabile delitto e castigo. Dal romanzo di James M. Cain, sceneggiato dal regista insieme a Raymond Chandler (che non ne serberà un gran ricordo), costituito quasi interamente da un lunghissimo flash-back (come sarà, in modo ancora più estremo, il successivo “Viale del tramonto”), è uno di quei film sui quali c’è ben poco da dire: semplicemente senza difetti, invecchiato benissimo, il simbolo della golden age del cinema hollywoodiano anni ’30 e ’40. E’ rimasta negli annali la battuta di Fred MacMurray all’inizio del film: “L’ho ucciso per i soldi e per una donna. Non ho avuto i soldi. E non ho avuto la donna”.

Voto: 8

Trivia
(Il personaggio principale doveva inizialmente chiamarsi Walter Ness e non Walter Neff, ma Wilder scoprì che a Beverly Hills viveva un assicuratore di nome Walter Ness, e cambiò il nome al protagonista)
(Nella prima scena in cui Walter bacia Phyllis, è possibile notare sull’anulare destro di Fred MacMurray la fede nuziale. La cosa fu scoperta solo in fase di montaggio, ed era troppo tardi per rifare la scena)
(La scena in cui Phyllis si nasconde dietro la porta per evitare di essere scoperta da Keyes è “impossibile”: all’epoca, in America non c’erano porte che si aprivano verso il corridoio, ma Wilder volle girarla così per creare suspence)

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