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Cleveland: lievemente infortunatosi sul lavoro, un mite cameraman viene coinvolto dal cognato, un avvocato imbroglione, a mettere su un’enorme truffa ai danni dell’assicurazione.
A pensarci bene meriterebbe il massimo dei voti solo per aver battezzato la coppia comica più affiatata e inossidabile del cinema americano moderno; ma “Non per soldi… ma per denaro” (titolo italiano strampalato, quello originale è “The Fortune Cookie”, riferimento ai biscotti cinesi al cui interno sono racchiusi bigliettini contenenti semplici massime), nuovo tentativo di truffa assicurativa firmato Billy Wilder ventidue anni dopo “La fiamma del peccato”, è una commedia che va al di là dei magnifici bisticci tra Jack Lemmon e Walter Matthau, estendendo la propria buona vena anche al disegno dei personaggi minori (l’investigatore privato Purkey su tutti) e a gran parte delle gags (la scena nel vetusto studio di Gingrich), con qualche inceppo soltanto nella risoluzione finale; di grande effetto e classe, comunque, la scena finale nello stadio vuoto. La Coppia dilaga con un Matthau – al quale sono affidate le battute migliori – in grande spolvero, nel ruolo del cinico burbero che diventerà la costante della sua carriera. Per i giurati del Golden Globe era degno del ruolo di protagonista; l’Academy lo retrocesse a “non protagonista”, e lo premiò con l’Oscar.

Voto: 7

Trivia
(Durante le riprese del film, Walter Matthau soffrì di problemi cardiaci che gli fecero perdere una ventina di chili. Per mascherare il calo di peso, indossò per le scene da girare rimanenti un pesante cappotto nero)

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