le-avventure-acquatiche-di-steve-zissou.jpg
Steve Zissou, capitano della nave “Belafonte”, parte insieme al suo equipaggio a caccia dello squalo-giaguaro, misterioso mostro marino che ha ucciso, divorandolo, il suo miglior amico. Al viaggio si uniscono un pilota d’aerei che Zissou sospetta essere suo figlio, e una bella giornalista.
Il terzo film di Wes Anderson sposta un po’ più avanti la soglia dell’immaginifico, rilanciando l’atmosfera surreale de “I Tenenbaum” con un lavoro che ha più di un rimando alla narrativa fantastica e d’avventura di Jules Verne. Come nel film precedente, al centro della scena c’è un rapporto problematico tra un padre discutibile e un figlio (ma stavolta è il secondo a tornare). Lo stile di Anderson va consolidandosi, e con esso i suoi difetti (che per qualcuno potranno essere pregi): il preferire ad esempio il molto particolare al generale, il concentrarsi sui personaggi principali e secondari (dai caratteri molto ben smussati), sui dialoghi e sulle minuzie, con l’intento di mettere insieme la storia a mò di puzzle. Intento che stavolta va più a vuoto che no, perché dopo una prima parte promettente il film rallenta e gira a vuoto rischiando seriamente l’avaria. D’accordo che è melius abundare, ma i film Anderson sono pericolosamente bulimici: procedono per accumulo di belle trovate (spesso soltanto bizzarre) e personaggi eccentrici (come quello di Goldblum, del quale sfugge l’utilità), smarrendo il senso generale del film. Almeno due singole scene, però, sono capolavori: l’incidente in elicottero e l’avvistamento dello squalo-giaguaro. Bel cast su cui svetta l’ottimo Bill Murray, ma Willem Dafoe è sorprendentemente delizioso. Musiche di David Bowie suonate alla chitarra dall’attore brasiliano Seu Jorge. Girato in parte a Napoli e dedicato a Jacques Cousteau (la cui nave si chiamava Calypso, il genere musicale prediletto da Harry Belafonte). Nella scena iniziale, nel ruolo del direttore del festival c’è Antonio Monda, giornalista cinematografico di “Repubblica”.

Voto: 6+

Trivia
(Per Wes Anderson, nel ruolo di Steve Zissou “non ci sarebbe potuto essere nessun altro se non Bill Murray”)
(Nel copione originale i pirati dovevano essere indonesiani, ma poiché in Italia non c’erano abbastanza indonesiani furono trasformati in filippini)
(Cate Blanchett non aveva incontrato quasi nessun membro del cast prima di girare la sua prima scena del film, per farla sembrare più spontanea)