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New York: un attore disoccupato si traveste da donna per recitare una parte in un serial televisivo, ottenendo un imprevedibile successo.
Dopo “A qualcuno piace caldo”, capostipite del genere, “Tootsie” è la più brillante commedia appartenente al filone del travestitismo. Con il capolavoro di Wilder ha in comune, oltre all’assunto generale (che tocca fare per campare; e tutte le conseguenze del caso, specie amorose), attori e attrici in gran forma, dialoghi crepitanti (scritti da tre uomini che evidentemente conoscono molto bene le donne) e un meccanismo a orologeria che culmina nella magnifica scena della puntata in diretta, una delle agnizioni più divertenti del cinema americano, in cui Pollack si diverte a cambiare continuamente prospettiva offrendoci in rapidissima successione i punti di vista di registi, macchinisti, produttori, attori e telespettatori. La riflessione amarognola sulle difficoltà della vita d’attore è mitigata dai battibecchi tra il protagonista e un Sydney Pollack che si diverte a sbertucciare gli agenti, su richiesta di Hoffman (che ha insistito molto perché fosse proprio lui a impersonare il suo manager). Rilanciò la carriera del regista e impose definitivamente all’attenzione del pubblico la vena comica di Dustin Hoffman. Oscar per Jessica Lange e altre 9 candidature all’Oscar. Suggerì alla Gialappa’s il termine “zebedei” per identificare una parte anatomica non propriamente nobile.

Voto: 7,5

Trivia
(Dustin Hoffman suggerì il titolo: Tootsie era il nome del cane di sua madre)
(Primo film di Geena Davis)
(Bill Murray, fin lì con una carriera fatta di commedie un po’ sceme, acconsentì a non inserire il suo nome nei titoli di testa affinché il pubblico non pensasse al “solito film con Bill Murray”. Tutte le sue battute sono improvvisate)

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