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Dei gangsters sterminano una famiglia di portoricani; unico superstite è un bambino di sette anni affidato poco prima della strage alla vicina di casa, che tenta una disperata fuga per New York portandolo via con sé.
Film anomalo nella cinematografia di John Cassavetes, quasi interamente consacrato alla sua sposa e musa, è un film d’azione con punte da hard-boiled, eccitato e nervoso come una suite jazz (più che pertinente la colonna sonora di Bill Conti). Sceneggiato con la mano sinistra ma diretto da dio, è un film vivissimo che sottolinea nei suoi mille sbalzi e smottamenti la costante sensazione da cuore in gola dei due protagonisti. Più che evidente che a Cassavetes gliene calga poco dei gangsters e del libretto; il vero fulcro della storia è il personaggio che dà il titolo al film e interpretato da una grande Gena Rowlands, perfetta nel tenere alla larga la retorica e i clichés della “donna che non riesce a chiudere col passato”, che infonde nella sua Gloria un’ammirevole e cazzutissima dignità. Purtroppo infelice la scelta del piccolo John Adames, tutt’altro che bravo, che per la sua performance ricevette anche un Razzie Award. Rifatto male da Sidney Lumet nel 1998 con Sharon Stone nel ruolo della protagonista.

Voto: 7+