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Salvatore Di Vita, regista siciliano di successo che vive a Roma, torna nel suo paese natale di Gioscaldo per i funerali di Alfredo, l’uomo che aveva conosciuto da bambino e gli aveva trasmesso il suo grande amore per il cinema.
L’ultimo grande film d’amore prodotto dal nostro disastrato cinema rimane ancora oggi “Nuovo Cinema Paradiso”, grandissima rivelazione del 1989 scoperta prima all’estero (Gran Premio della Giuria a Cannes, Golden Globe e Oscar come miglior film straniero) e poi in Italia, dov’era stata messa in commercio una versione poi rimontata e accorciata dallo stesso regista. Peppino Tornatore, da buon mediterraneo, non è pratico di silenzi, reticenze e sottrazioni: il suo cinema è urlato, ridondante, frenetico, sovrabbondante e orgiastico, ad alto rischio di scivolone; suscita violente emozioni e forti sensazioni, il tutto con un grande controllo della macchina di presa. Solo una visione del mondo più chiusa e ristretta (che l’ha fatto tornare sugli stessi temi anche nei film successivi, il discreto “L’uomo delle stelle” e l’irritante “Maléna”) gli ha impedito una grande carriera alla Fellini, specialmente all’estero dove fa più presa il suo cinema totale e riconoscibile al volo come “italiano”. Film magnifico, di stordente amore per l’arte e per il grande schermo, da parte di un uomo che per tutta la vita s’è cibato di cinema e null’altro. Clamorose le musiche di Ennio Morricone, che oltre a colpire i vasi lacrimali dello spettatore (riuscendoci benissimo) lo trasportano in un universo parallelo e idealizzato (di qui le critiche, ingenerose, di abbondante macchiettismo) che ovviamente non ha pretese di essere verosimile, ma rappresenta la vita come dovrebbe essere, e com’è solamente, appunto, in un film (Totò steso sul muretto che sogna un temporale e la fine dell’estate, e inizia a piovere). Benché sia di certo la parola più diffusa e sfruttata nella storia del cinema, non esiste probabilmente una scena migliore degli ultimi cinque minuti di questo film per riassumere in immagini l’Amore.

Voto: 8+

Trivia
(Tornatore appare proprio nell’ultima scena, nel ruolo del proiezionista che fa partire la macchina)