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Un rappresentante di coltelli, frustrato e infelice, ha il suo unico sollievo nel baseball e negli amati Giants di San Francisco. Quando la sua squadra acquista per 40 milioni di dollari un famoso campione, per dimenticare i fallimenti del lavoro e della vita privata, decide di dedicarsi anima e corpo al suo nuovo beniamino.
Nella carriera del sempre professionale Tony Scott “The Fan” è un’occasione mancata per realizzare un compiuto film sportivo su una delle componenti dello sport più taciute ma meno rassicuranti di quanto si pensi: il rapporto tra la star ricca e famosa e il tifoso povero e sfigato, una relazione in cui anche lo spettatore europeo meno avvezzo alle regole del baseball può riconoscersi, adattando situazioni e personaggi al mondo del calcio. A De Niro basta inserire il pilota automatico e lanciare qualche occhiata alla Travis Bickle per disegnare un personaggio dei suoi, non uno dei peggiori dei suoi declinanti anni ’90; il monotono Wesley Snipes, specialista in action-movies né carne né pesce, è un campione ben poco coinvolgente. La storia parte bene e dimostra una certa arguzia nelle atmosfere da “Morte di un commesso viaggiatore” e nel rapporto padre-figlio, ma poi si incarta in un finale confuso e sbadiglione che non va da nessuna parte. Comunque, vedere De Niro che canta in macchina “Start me up” è sempre uno spasso.

Voto: 6=

Trivia
(La maglia numero 11 dei San Francisco Giants è stata in realtà ritirata. L’ultimo ad averla indossata è stato Carl Hubbell)

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