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Un avvocato di Baltimora, dopo un incontro casuale con un suo ex compagno d’università, finisce nel mirino della NSA, una potentissima e occulta società che può tenere sotto controllo tutti i cittadini americani conoscendone ogni dettaglio della loro vita privata.
Sicuramente il miglior film mai prodotto da Jerry Bruckheimer (che non passa per uno molto attento alla qualità), e uno dei migliori di Tony Scott. Action-thriller di gran divertimento, oltre che realmente inquietante: da anni in America (e non solo) si fa un gran discutere della vera natura di Echelon, ufficialmente sofisticatissimo sistema di sorveglianza globale per la protezione dello Stato, di cui è responsabile la stessa NSA che in questo film diventa un covo di assassini e mascalzoni. Non avendo i mezzi – come tutti, del resto – per stabilire quanto di ciò che è mostrato corrisponde a verità, è meglio parlare del film, velocissimo e montato freneticamente ma sufficientemente impegnato e ragionato per non sconfinare nell’anabolizzante idiozia di molti altri blockbusters. Almeno due citazioni lampanti: Gene Hackman che rifà il verso, con insospettabile sense of humour, al suo Harry Caul de “La conversazione” di Coppola (film che si dovrebbe vedere per apprezzare al meglio la seconda parte); e il finale con più di un debito a Tarantino, con cui Tony Scott realizzò nel 1994 quella che è forse la sua opera migliore, “Una vita al massimo” (che finiva più o meno allo stesso modo). Tantissimi cammei di attori famosi: citiamo almeno Gabriel Byrne e, non accreditati, Tom Sizemore, Philip Baker Hall e Jason Robards.

Voto: 7

Trivia
(Il personaggio di Gabriel Byrne si veste esattamente come Travis Bickle in “Taxi Driver”)
(A fare da supervisore del film fu chiamato Larry Cox, ex ufficiale dell’NSA)
(Ogni inquadratura del film ha una durata media di 2,2 secondi)
(E’ curioso che il personaggio di Jon Voight compia gli anni l’11 settembre)

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