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Dieci anni (dal 1964 al 1974) nella vita di Cassius Clay aka Muhammad Ali. I migliori.
Paradossale a dirsi: colui che è probabilmente lo sportivo più popolare di tutti i tempi, altrettanto probabilmente non è stato il più forte campione dei pesi massimi della storia. Come valore assoluto, in molti mettono davanti a Muhammad Alì Sonny Liston, Joe Frazier, Joe Louis, persino Mike Tyson e lo stesso Foreman; ma tutti costoro evaporano al cospetto del carisma dell’uomo che ha rivoluzionato il costume e il modo di essere (e di apparire) dell’Atleta, stravolgendone i rapporti con i media e con il pubblico e mostrando agli altri la strada per essere davvero ricordati per tutta la vita, grazie ad una personalità debordante che lo portò – cosa inaudita per l’epoca – a esprimersi senza rete su ogni argomento. Il film di Michael Mann, che parte dal match del febbraio 1964 a Miami contro Liston per concludersi con il leggendario incontro a Kinshasa contro Foreman, è un biopic insolito e non convenzionale: privo di didascalie e di tutti gli altri orpelli che servono allo spettatore per orientarsi (Ali non ha bisogno di presentazioni), non molto imparziale (si glissa ad esempio sulla storia del “pugno fantasma” nel match-rivincita con Liston a Lewinston nel 1965) ma sincero fuori dal ring (i rapporti difficili di Alì con le donne e con la religione). Bellissimi i primi venti minuti; le riprese e il montaggio dei match di boxe, per perizia e fedeltà, sono seconde solo a quelle di Scorsese&Schoonmaker in “Toro Scatenato”. Will Smith strepitoso per abnegazione e sentimento, ma la mano del grande regista si apprezza ancora di più nel disegno dei personaggi secondari e degli ambienti (l’ottimo Malcolm X di Mario Van Peebles). Curiosamente, quello meno riuscito è anche quello più apprezzato dalla critica, l’Howard Cosell di Jon Voight (nominato all’Oscar): tanto simile all’originale nell’aspetto e nella voce (ascoltare per credere la versione in inglese) quanto diverso caratterialmente, ben lontano dall’asprezza che il vero Cosell aveva nei confronti di Ali.

Voto: 7,5

Trivia
(La prima versione della sceneggiatura di Stephen J. Rivele e Christopher Wilkinson era lunga circa 200 pagine, e parlava anche dell’infanzia di Ali e del periodo della malattia)
(Nel ruolo di George Foreman c’è Charles Shufford, un vero peso massimo con un record di 17 vittorie e 2 sconfitte)
(Molti registi prima di Mann avevano pensato di fare un film su Alì, ma tutti, per un motivo o per l’altro, avevano rinunciato. Tra questi Oliver Stone, Norman Jewison e Spike Lee. Stone, in particolare, pensava a Denzel Washington nel ruolo del protagonista; ma quando questi recitò la parte di Rubin Carter in “Hurricane” abbandonò il progetto e si concentrò su “Ogni maledetta domenica”)