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Messo alle strette dal suo capo, un vecchio lupo del crimine riunisce per l’ultima volta la sua banda: l’obiettivo è un carico d’oro custodito in un aereo proveniente dalla Svizzera. Imprevisti e colpi di scena a profusione.
Non passerà alla storia questa ennesima variazione sul robbery movie a firma David Mamet, eccellente drammaturgo e ottimo sceneggiatore ma regista non più che anonimo. L’affidarsi esclusivamente alla sceneggiatura, nel cui garbuglio non è peraltro facile districarsi, fa de “Il colpo” un film di brio televisivo, in cui gli unici momenti di tensione drammatica sono i ghigni di un Gene Hackman ammirevole, mal supportato da un cast trasparente (anche il buon Sam Rockwell, alle prese con un personaggio il cui spessore è sacrificato in nome dell’intreccio, scompare). Il sagace affastellarsi dei colpi di scena genera l’effetto opposto di potersi aspettare di tutto, e il finale ne risente. Rimane agli atti una riuscita descrizione della vecchiaia, déjà-vue in tanti altri vecchi film americani ma sempre gradevolmente ironica.

Voto: 6-

Trivia
(Il modello di pistola che Gene Hackman nasconde nella tazza di caffè è una Baby Browning calibro 25. In America ne è illegale l’importazione dal 1968, così quella usata nel film è un vecchio modello)

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