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Michael Corleone, ormai vecchio e ricchissimo, ha legalizzato la sua attività e intrattiene buoni rapporti col Vaticano. Compra per 600 milioni di dollari l’Internazionale Immobiliare, ma le alte sfere ecclesiastiche tramano contro di lui. Finale tragico.
Quanto tempo è passato da quando i boss inviavano a casa Corleone due pesci morti! Non è più tempo di mafiosi all’antica, di codice d’onore. Non è più tempo, se è per questo, neanche di capolavori per Francis Ford Coppola. Il terzo e conclusivo atto della saga del Padrino non è all’altezza degli altri due, per vari motivi: perchè non riesce a ritagliarsi una precisa identità, rimanendo ancorato ai ricordi e ai flashback per puro ammiccamento verso lo spettatore; perchè la sceneggiatura casca purtroppo in una serie di luoghi comuni e banalità assortite, dallo scacciapensieri ai pupi siciliani, e anche il finale con la Cavalleria Rusticana è un déja-vu (Toro Scatenato, Martin Scorsese, 1980); perchè le nuove generazioni di attori non hanno la malia dei vecchi, e anche Al Pacino arranca a tratti nel tenere il passo con il tremendo Michael che fu. E’ però di limpida e straziante freddezza l’immagine finale di Michael che si accascia al suolo, con la stessa giacchetta del padre mentre giocava con Vincent. Di nuovo rispetto ai due capitoli precedenti ci sono precisi riferimenti alla storia segreta dell’Italia, dalla morte di papa Luciani (qui trasformato in papa Lamberto) alla P2, passando per la morte di Calvi. C’è pure un velatissimo riferimento ad Andreotti. Menzione di (dis)onore per l’imbarazzante Sofia Coppola, scelta da un regista qui all’apice del suo nepotismo. Quella parte doveva averla Winona Ryder.

Voto: 5

Trivia
(Sofia Coppola “recita” nel ruolo della figlia di Michael Corleone dopo essere stata, da neonata, sua nipote nel primo episodio del Padrino. Nel ruolo di sua zia Talia Shire, zia anche nella vita reale)
(L’assenza di Tom Hagen è dovuta alle richieste troppo alte di Robert Duvall, che pretese 5 milioni di dollari per la parte)
(La scena del funerale di Michael Corleone fu scritta e preparata, ma non girata)
(Per il ruolo di Vincent Mancini, andato ad Andy Garcia, si candidarono anche Alec Baldwin, Charlie Sheen, Billy Zane, Nicholas Cage e Val Kilmer)