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In un paese di provincia, una cameriera si fa assumere da una ricca famiglia cui nasconde il proprio analfabetismo. Intanto fa amicizia con un’impiegata alle Poste.
Probabilmente il miglior film francese degli anni ’90. Noir cinico, secco e tremendo che tuttavia non manca di piacere allo spettatore, intrattenendolo mentre lo guida con mano sapiente in una lenta e inesorabile discesa all’inferno. I temi cari a Chabrol (il mistero, il segreto inconfessabile, il sezionamento della provincia borghese), trattati stavolta con esattezza da ingegnere nucleare e chiarezza da maestro elementare, sono impreziositi dalle recitazioni sopraffine di tre attrici in stato di grazia, su cui svetta un’Isabelle Huppert sempre più devota al suo mentore. Si ha un bel dire che è cinema d’autore, e in quanto tale noioso, elitario e incomprensibile; davanti a un film come questo, è proprio impossibile sollevare la minima obiezione.

Voto: 8

Trivia
(Il film che Jacqueline Bisset guarda con suo figlio è “Les noces rouges”, con Michel Piccoli e Stéphane Audran, di Claude Chabrol)