miocognato.jpg
A Vito, mite quarantenne borghese invitato al battesimo della figlia di suo cognato Toni, rubano la macchina. Cerca di ritrovarla insieme a Toni, re della Città Vecchia.
Il primo film a diffusione nazionale del barese Alessandro Piva, il più brillante esempio della nuova scuola di cineasti pugliesi, non si discosta dal precedente (il sorprendente “Lacapagira”) nel descrivere fedelissimamente le regole e i costumi della malavita barese, resa qui ancora più ambigua poiché filtrata attraverso lo sguardo inesperto e spaurito di un Lo Cascio che ha aggiunto al suo personaggio un discreto accento barese; Sergio Rubini, vero e proprio “king of the town” alla maniera di Christopher Walken, giganteggia maiuscolo. Dopo aver citato molto Scorsese (“Fuori orario” su tutti), il finale si rifà esplicitamente al “Sorpasso” di Dino Risi, ma con un’importante e significativa variazione. Sicuramente più accessibile del precedente per la maggior parte del pubblico nazionale, ma fatalmente meno “cult” per la platea barese; la quale non potrà però che alzarsi in piedi e applaudire davanti alla scena, indubbiamente meravigliosa, dei due che pisciano all’alba sull’erba davanti allo stadio San Nicola illuminato.

Voto: 6,5

Advertisements