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Un anno dopo essere stato ucciso insieme alla fidanzata, alla vigilia delle nozze, da una banda di balordi teppisti facenti capo a un boss-guru del crimine metropolitano, Eric Draven (raven=corvo) esce dalla fossa in cerca di vendetta.
Dalle strisce a fumetti di James O’Barr. Piccolo film che a metà degli anni ’90 divenne prima un caso e poi un cult cavalcando l’onda del decennio: un po’ dark e un po’ grunge, sostenuto da una colonna sonora di grande effetto (dove, oltre alla famosa “Burn” dei Cure, si trovano anche pezzi di Rage Against the Machine, Nine Inch Nails, Stone Temple Pilots ecc.), come la maggior parte delle mode giovanil-adolescenziali degli ultimi vent’anni ha tutti i crismi della boiata, però non vi sprofonda del tutto per l’accuratezza della confezione (in particolar modo le scenografie post-urbane mutuate da “Blade Runner”, pioggia compresa) e per un discreto ritmo che nella seconda parte scade nel puro fracassonismo. In soldoni, un fumettone di risibile spessore per il disegno dei personaggi e la profondità della trama, senza un grammo di quell’ironia fondamentale in casi come questi. Cast formato da sconosciuti che rimarranno tali in larghissima parte, ad eccezione di quel Brandon Lee, figlio di Bruce, che trovò la morte sul set freddato da un colpo di pistola che non era a salve (e la scena non fu ovviamente inserita nel film, benché fosse venuta anche troppo bene).

Voto: 5,5

Trivia
(Brandon Lee morì il 31 marzo 1993, colpito accidentalmente dal bossolo di un’arma che si credeva caricata a salve e che non era stata perfettamente ripulita prima di girare la scena. La sequenza in questione è quella della morte di Eric Draven, che non fu perciò inserita nel montaggio finale. Brandon Lee è sepolto nel Lake View Cemetery di Seattle, accanto alla tomba di suo padre Bruce)
(Cameron Diaz rifiutò il ruolo di Shelly perché non le piaceva la sceneggiatura)
(Dopo la morte di Lee, le scene che mancavano alla fine del film furono recitate da una controfigura il cui volto non fu mai inquadrato oppure fu sostituito al computer dal volto di Lee)
(Ambientato a Detroit)
(Uno dei corvi usati nel film, di nome Magic, è stato poi usato anche in tutti e tre i seguiti)