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“Se lo costruisci, lui tornerà”. Un mite agricoltore dell’Iowa sente una voce tra le pannocchie e decide per la follia: distruggere il suo ampio e redditizio raccolto per realizzare un campo di baseball.
Splendida favola molto molto molto americana, che muove da un fatto di cronaca sportiva realmente accaduto (nel 1920 otto giocatori dei Chicago White Sox, tra cui il mitico “Shoeless” Joe Jackson, furono accusati di essersi venduti le finali del campionato e furono squalificati a vita) per spiegare, con didascalismo e buonismo democratico quanto bastano (è pur sempre una favola), che cos’è veramente il gioco del baseball per milioni di americani. Scritto e diretto da Phil Alden Robinson, cineasta che non aveva grandi trascorsi e non avrà grandi prospettive, per l’atmosfera, l’ambientazione e le tematiche fa pensare a “Stand by me” di Rob Reiner (da Stephen King): entrambi raccontano, con robuste dosi di rimpianto, l’America innocente e pre-nixoniana delle sfide impossibili, dei padri e dei figli, dei sogni e dei film a lieto fine. Anche nel più cinico e cuordipietra degli spettatori d’oggi, lo scetticismo iniziale scompare e lascia il posto ad una delle più incantevoli e commoventi “sospensioni dell’incredulità” che si ricordino.

Voto: 7,5

Trivia
(Il campo da baseball del film fu costruito in una vera fattoria a Dyersville, Iowa. La famiglia proprietaria della fattoria l’ha aperta dal pubblico, che dal 1990 può gratuitamente arrivarci e giocare a baseball)
(Terrance Mann è ovviamente uno scrittore di fantasia, ma nel romanzo da cui il film è tratto lo scrittore in questione era J.D. Salinger, celeberrimo autore del “Giovane Holden” e anche autore, nel 1947, di un racconto in cui il protagonista si chiamava Ray Kinsella)
(E’ ovviamente inesistente anche il libro di Terrance Mann “censurato” a scuola, ma la grafica della copertina è identica a quella della prima edizione di “On the road” di Jack Kerouac, 1957)
(Ben Affleck e Matt Damon parteciparono come comparse alla scena dello stadio)
(Tom Hanks rifiutò il ruolo del protagonista)
(Ultimo film per il cinema di Burt Lancaster)

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