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Nell’ottobre del 1988 Donnie Darko, ragazzo di provincia che soffre di allucinazioni, riceve la visita di un misterioso figuro travestito da conigliaccio, che gli profetizza la fine del mondo entro 28 giorni e gli salva la vita: infatti, mentre lui è fuori dalla sua stanza, un motore di un Boeing precipita sul suo letto.
Come classificare “Donnie Darko”, piccolo film uscito in America nel 2000 (ma arrivato da noi solo nel 2004) e diventato un cult presso il pubblico giovanile (e non solo)? Un furbissimo teen-movie anni ’80 (e grandi musiche: Cure, Joy Division, Duran Duran) che non può non piacere al suo pubblico, perchè gli offre l’amore, la trasgressione, la paura, le risposte alle grandi domande? Un bizzarro thriller fantastico che mira alto e anche nella sua parte più attesa e delicata, ovvero il finale, non perde colpi e si mantiene all’altezza della – bellissima – prima parte? O addirittura una specie di noir psichedelico fatto di visioni e schizofrenia, che unisce un’arrabbiata critica sociale, l’analisi dell’inconscio giovanile e il tema della ribellione sviluppato in forma poetica, quasi lirica, senza l’efferatezza che pure, per le azioni compiute dal giovane Donnie (la rivelazione Jake Gyllenhaal), meriterebbe di essere rappresentata? Di sicuro è un film che pone domande, e quel che è più importante non scrive la soluzione al contrario nell’ultima pagina. E già questa è una cosa da apprezzare.

Voto: 7=

Trivia
(Il film fu girato in soli 28 giorni, esattamente il lasso di tempo in cui si svolge il film)
(Nella scena del party qualcuno si lancia dal trampolino indossando una maschera di Roland Reagan. E’ una situazione ispirata a una foto del giornalista Hunter J. Thompson, che ritrae un uomo che si lancia da un trampolino con la maschera di Reagan)
(Quando Donnie e Gretchen vanno al cinema – che nella realtà si trova al 1328 di Montana Avenue, a Santa Monica, California -, inizialmente il copione prevedeva che andassero a vedere “C.H.U.D.”, ma non si riuscì a trovare chi deteneva i diritti. Fu Sam Raimi a permettere a Richard Kelly di usare a suo piacimento frammenti del film “La casa”)
(La scena della danza nel film è in realtà fatta con “West End Girls” dei Pet Shop Boys. A causa delle ristrettezze del budget, tuttavia, in post-produzione si decise di inserire al suo posto “Notorious” dei Duran Duran)
(Il carattere del titolo sulla locandina del film era inizialmente “Arabic”, ma fu cambiato dopo l’11 settembre in un più innocuo “Times New Roman”. Tuttavia, nel film il titolo rimane scritto in Arabic)
(Il costume da scheletro indossato da Donnie alla festa è lo stesso indossato da Johnny e la sua banda in “Karate Kid”, 1984)
(Il videogame con cui stanno giocando Donnie e Gretchen è “Out Run”, un classico Sega del 1986)

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