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Il nullafacente Vincenzo conosce un’amica di sua sorella e se ne innamora, ricambiato; invece Tonino, il suo miglior amico, medita il suicidio dopo che la sua fidanzata l’ha lasciato per uno svedese.
Due anni dopo il grandissimo successo di “Ricomincio da tre”, Troisi non rischia e va sul sicuro con una commedia di aria più malinconica che comunque riprende i temi e i personaggi del suo film d’esordio. Film d’amore molto poco napoletano, più di rovelli che d’innamoramenti, di bisbigliata indolenza. Giuliana De Sio e tutti gli altri attori (ad eccezione di Lello Arena, premiato col David di Donatello come miglior attore non protagonista) sono niente di più che graziosa tappezzeria e sponde per i portentosi soliloqui del mattatore Troisi, incline al narcisismo anche come regista. Famoso per la riflessione sulla solitudine della caffettiera “singola”, e per la scena del gol del Cesena. Meno fresco e un po’ più artificioso del precedente, rispetto al quale è anche meno curato nella regia e nei dettagli tecnici (da brividi certi stacchi di montaggio). Sta di fatto che: avercene avuti.

Voto: 6,5

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