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Un ufficiale si trasferisce volontariamente alla frontiera, dove fa conoscenza e amicizia con una tribù Sioux. Diventerà uno di loro, anche a costo di affrontare i suoi ex compagni.
Il 1990 (annata mediocre) fu il climax della carriera di attore-regista di Kevin Costner, destinata poi a frequentare ripidi crepacci con le sue successive, ambiziose e infelici opere. Più che rilancio del genere western (che sarà compiuto due anni più tardi dagli “Spietati” di Eastwood, erede universale della scuola dei Ford e degli Hawks), è una colossale rivisitazione in salsa buonista e disgelante della vecchia storia dei bianchi e degli indiani, con sontuoso dispiego di mezzi tecnici e scenografici. Il ritratto dei Sioux evita a stento il macchiettone, grazie anche a un ottimo cast (si distingue Graham Greene, solo omonimo del romanziere). Splendidi i primi novanta minuti, aperti da una sequenza indimenticabile (Costner che si offre al fuoco nemico a braccia spalancate) e conclusi dall’epica corsa dei bisonti; poi il film va sostanzialmente in malora, in una seconda parte men che sufficiente per l’ostinata presenza delle più viete banalità da copione dell’Hollywood contemporanea, fintamente nostalgiche e fintamente “contro”. Scientifica ricerca delle lacrime, affascina e stucca. Grandi musiche di John Barry.

Voto: 6,5

Trivia 
(Graham Greene compare anche nella serie tv “The Red Green Show” del 1991, e interpreta il personaggio di Edgar Montrose. In un episodio cita “Balla coi lupi” sostenendo che l’attore che interpreta Kicking Bird avrebbe dovuto vincere l’Oscar)
(Per il ruolo del lupo “Due calzini” ne furono in realtà utilizzati due, a uno dei quali furono dipinti dei “calzini” bianchi sulle zampe)
(Il western della storia del cinema che ha incassato più di tutti, circa 184 milioni di dollari solo negli USA)

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