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Vita e opere di Larry Flynt, fondatore di “Hustler”, una delle più popolari riviste pornografiche americane; detenuto per un periodo anche in manicomio, più volte querelato per oltraggio al pudore e diffamazione, vittima di un misterioso attentato che l’ha costretto su una sedia a rotelle, paralizzato dalla vita in giù.
Non poteva essere più insolito e imprevedibile il ritorno di Milos Forman al biopic, dodici anni dopo l’acclamato “Amadeus” (Forman completerà tre anni dopo la trilogia con “Man on the moon” sul comico Andy Kaufman, concettualmente più vicino a Mozart che a Larry Flynt). La travagliata esistenza di Larry Claxton Flynt, ritratta con toni ancor più grotteschi e spregevoli (fino a sconfinare nell’idiozia) di quanto sia stata in realtà, è il punto di partenza per trattare in realtà di ciò che sta da sempre a cuore a Forman: l’esigenza di un rispetto anche letterale dei diritti e delle libertà individuali, finanche se rivendicato da uno sguaiato pornografo eroinomane primatista di cattivo gusto. Forman appuntisce i contrasti (evidenti fin dal bel titolo originale, “The People vs. Larry Flynt”, ovviamente modificato in italiano) con stille di satira non così ispirate come in passato, ma regala nel pre-finale (l’arringa della rivelazione Edward Norton alla Corte Suprema) una delle più belle scene tribunalizie che si ricordino. Harrelson, attore poco più che mediocre, all’apice della sua breve stagione d’oro. Courtney Love a suo agio nel ruolo della ninfomane strafatta – chi l’avrebbe mai detto!

Voto: 7-

Trivia
(Per il ruolo principale furono considerati anche Tom Hanks e Bill Murray. Lo stesso Flynt si era espresso favorevolmente verso Michael Douglas)
(Il vero Larry Flynt appare in un cammeo nel ruolo del giudice che condanna Flynt a 25 anni di carcere)

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