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Alla morte dei suoi genitori adottivi, la nera Hortense si mette alla ricerca di sua madre, rintracciandola in Cynthia, bianca e proletaria con una figlia a carico.
Palma d’Oro a Cannes; cinque nominations agli Oscar tra cui quella come miglior film. Mike Leigh si lascia alle spalle le crudezze di “Naked” per uno stile più solenne, teatrale e compassato, che non manca tuttavia di mettere le mani in faccia alla famiglia inglese. Come da titolo, è un giallo dell’anima intollerabilmente straziante, costellato di silenzi, pianti, singhiozzi (Brenda Blethyn in lacrime una scena sì e l’altra quasi) e tensione prima strisciante e poi sempre più plumbea, che culmina nella lunga scena del pranzo. Drammone di algore british dal finale consolatorio, animato da personaggi invariabilmente mediocri, vili, disperati. Nell’affiatata e collaudata squadra di attori, nonostante i tanti riconoscimenti alle due protagoniste, il migliore in campo è il corpulento e intenso Timothy Spall. Per scollinare la prima mezz’ora, tuttavia, ci vuole allenamento.

Voto: 6,5

Trivia
(Prima di girare la scena in cui s’incontrano per la prima volta, Brenda Blethyn e Marianne Jean-Baptiste non si erano mai incontrate prima)

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