nodo-alla-gola.jpg
Strangolato con una corda un amico comune dopo un litigio, due giovani devono sbarazzarsi del cadavere a pochi minuti dall’arrivo a casa loro degli ospiti di un ricevimento, a cui sono invitati anche i genitori della vittima.
Primo film a colori di Alfred Hitchcock, è quello che è passato alla storia come il suo più ardito e sperimentale: ottanta minuti di fila senza ellissi e stacchi di montaggio, fatti da otto piani-sequenza di 10 minuti ciascuno (all’epoca i mezzi tecnici non consentivano di fare di più), ognuno dei quali si conclude con uno zoom su un oggetto scuro che occupa tutta l’inquadratura per dare l’impressione della continuità di ripresa. Non uno sterile esercizio di stile, comunque: ai posteri sono stati tramandati anche il memorabile incipit (l’omicidio che è appena stato consumato) e l’intero impianto di sceneggiatura – fondato su una pièce teatrale di Patrick Hamilton – con insistiti e illustri riferimenti letterari (le teorie superomistiche, invero un po’ didascaliche, di Nietzsche; l’ambientazione borghese e la latente omosessualità dei due protagonisti che rimanda alle atmosfere di Wilde; la sagace costruzione della tensione e della suspense che fece guadagnare al film una nomination agli Edgar Allan Poe Awards). L’obbligatoria teatralità del tutto è mascherata da tocchi di classe pura (i tre personaggi che discutono fuori campo dell’assenza di David mentre la cinepresa indugia sul lento e stillicidico sparecchiamento della cassapanca da parte della cameriera). L’abituale cammeo di Hitchcock è ancora più diabolico del solito: divertitevi a scovarlo. Noto in Italia anche col titolo di “Cocktail per un cadavere”.

Voto: 7,5

Trivia
(La storia di Hamilton è a sua volta basata su un vero fatto di cronaca accaduto all’Università di Chicago, commesso dagli studenti Nathan Leopold e Richard Loeb)
(Durante le riprese, gli attori dovettero stare attenti a schivare i cavi delle cineprese e delle luci che giacevano sul pavimento)
(E’ uno dei cinque film di Hitchcock che furono a lungo introvabili per via di una controversia legale che portò il regista a inserirli nell’eredità da lasciare alla figlia Patricia. Solo nel 1984, dopo la morte del regista, furono ridistribuiti nei cinema. Gli altri quattro film sono “L’uomo che sapeva troppo”, “La finestra sul cortile”, “La congiura degli innocenti” e “La donna che visse due volte”)
(I trailer cinematografici distribuiti all’epoca mostravano ciò che accadeva prima dell’inizio del film, e cioè l’ultimo incontro tra Janet e David e l’incontro di quest’ultimo con Brandon e Phillip. Eccovene uno qui sotto)

Advertisements