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Vita di Leonard Zelig, vero e proprio caso nell’America degli anni ’20: il suo difetto psico-fisico di trasformarsi nelle persone che gli erano vicine lo rese popolarissimo.
Preclaro esempio di mockumentary, genere raro e difficilissimo che necessita, per andare a bersaglio, di finezza e accuratezza vicine alla perfezione. Per questo possiamo definirlo il miglior film di Woody Allen dal punto di vista tecnico, per l’impeccabile parodia di ogni aspetto dei documentari d’epoca, dalle note di costume (i balli stile foxtrot e le assurde canzoncine, tra cui spicca un’improbabile “Reptile Eyes”) alle interpretazioni sociologiche (a cura di Susan Sontag, Irving Howe, Saul Bellow e Bruno Bettelheim: ognuno ha gli amici che si merita). Eccellente l’uso degli effetti speciali, secondo un principio che sarà replicato e perfezionato anni dopo in “Forrest Gump”. Il genio di Allen Konigsberg, specie nella prima parte, sta nel far sì che questa sia solo la sfarzosa cornice di un discorso satirico ampio e circostanziato, in cui parla del passato per spiegare il presente, gli anni ’80 americani – reaganiani, stupidi e perciò ancora più ottusamente conformisti che nel resto del mondo – e più in generale un’attualità popolata di tanti Leonard Zelig senza carisma e personalità, terrorizzata dalla propria diversità (come se gli altri non lo fossero), la cui massima aspirazione nelle relazioni interpersonali è: “I want to like”. Nonostante duri appena 79 minuti, forse ne ha una decina di troppo; ma è un prezzo da pagare più che accettabile per ascoltare gemme come “Ho lavorato con Freud a Vienna. Ci dividemmo sull’invidia del pene: Freud pensava di doverla limitare alle donne”.

Voto: 7,5

Trivia
(La canzone “Chameleon Days” è cantata da Mae Questel, storica doppiatrice americana del celebre cartone animato Betty Boop)
(Nel marzo del 2007 tre ricercatori di una clinica psichiatrica di Napoli hanno individuato un omologo di Zelig in A.D., un 65enne affetto da una grave patologia al lobo fronto-temporale, che lo portava a immedesimarsi in qualunque interlocutore, imitandone i gesti e il comportamento)

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