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Una ragazza con la passione del teatro, timida e umile, riesce ad entrare nella vita di Margo Channing, diva del palco ormai quarantenne; ne diventa domestica, aiutante, amica; e sostituta.
Il film più famoso di Joseph Leo Mankiewicz è tra i migliori di tutti i tempi nell’analizzare i suoi due argomenti fondamentali: il teatro e le donne. In questa storia newyorkese che può essere facilmente adattata anche a Hollywood (che difatti fa capolino di tanto in tanto), è la vita che imita la finzione e non viceversa. L’elegante gioco delle parti (e delle coppie) si fonda sulla più letteraria e in fondo romantica delle tante brame che portano gli esseri umani a spingersi fino all’abiezione: l’Ambizione al cinema avrà per sempre il volto di Anne Baxter, falsa damigella che usurpa il trono della Regina Madre. Ma il colpo di coda finale, benchè prevedibile, rivaluta in peggio anche il personaggio di Margo Channing: in definitiva, uno dei film più ricchi di tracce sull’altra metà del cielo, adorato da Almodovar (che alle sue protagoniste dedicò in parte “Tutto su mia madre”) anche per l’opportuna scelta di non ridurre gli uomini a burattini; ogni donna che si reputi intelligente avrebbe già dovuto vederlo almeno una volta. L’atmosfera di divertita perfidia in guanti bianchi, accoppiata al disincantato humour di molti suoi personaggi (su tutti l’eccellente critico George Sanders: “La televisione non è altro che una serie di provini”), impedisce di definirlo un dramma borghese; ma se è una commedia, ha il sapore del limone.

Voto: 8

Trivia
(In un primo momento il ruolo di Margo Channing era stato assegnato a Claudette Colbert, che fu costretta a rifiutare per problemi di ernia del disco. Ingrid Bergman rinunciò a sua volta alla parte perché si era appena sposata con Roberto Rossellini e non voleva abbandonare l’Italia. Anche Anne Baxter non era la prima scelta: la “titolare”, Jeanne Crain, rimase incinta prima dell’inizio delle riprese)
(Zsa Zsa Gabor, gelosissima del marito George Sanders, si precipitò sul set a controllare che non succedesse nulla nelle scene tra il suo consorte e Marylin Monroe)
(Bette Davis era strafavorita per l’Oscar come attrice protagonista, ma la collocazione di Anne Baxter nella sua stessa categoria fece sì che i voti dei giurati si dividessero tra le due. Come spesso accade, ne beneficiò la terza incomoda Judy Holliday, Oscar per “Nata ieri”)
(E’ il film della storia del cinema che ha ricevuto più nominations agli Oscar: ben 14 (sei diventate Oscar), un record condiviso con “Titanic”, 1997)

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