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Estate 1935: gelosa della sorella maggiore che ha appena iniziato una relazione con lui, una ragazzina mente alla polizia denunciando il figlio della domestica come responsabile di violenza sessuale ai danni della cugina.
Dall’omonimo romanzo di Ian McEwan, del quale è impeccabile l’adattamento di Christopher Hampton (che, quando si tiene lontano dalla macchina da presa, dimostra doti non comuni da sceneggiatore non originale: si veda l’ottimo lavoro fatto ormai vent’anni fa con “Le relazioni pericolose”). Melodramma a tratti fiammeggiante sviluppato ufficialmente in tre atti più epilogo, fedele al testo originale nel mutare di continuo protagonisti e punti di vista, ma in realtà pieno di inganni, sbagli, reticenze, rimorsi che influenzano l’esposizione del racconto. Come ricchezza e profondità dell’analisi di gran parte dello spettro dei sentimenti umani, è un lavoro di ottima fattura che, ancor più che l’autore del romanzo, porta doverosamente la firma del 35enne Joe Wright, un anno fa regista del più anonimo “Orgoglio e pregiudizio”. Senza una parola di troppo si va dall’invidia all’amore non corrisposto, e dal più straziante dei sensi di colpa alla più inesprimibile delle passioni, di consistenza quasi fisica nella bella coppia Knightley-McAvoy che pure non riescono a dirsi che “ti amo”. La parte migliore è la prima, paragonabile per spessore letterario al miglior James Ivory senza ricalcarne l’algore britannico; qualche incespichio nella parentesi bellica; nella parte finale brillano la Briony 18enne di Romola Garai e il monologo finale di Vanessa Redgrave. Se qualche anno fa ha avuto successo il similare “Paziente inglese”, che a stento è degno di lustrargli le scarpe, non si vede perché non possa fare incetta di premi: infatti ha già vinto due Golden Globes (film drammatico e musiche, del pisano Dario Marianelli) ed è tra i favoriti per la corsa all’Oscar 2008.

Voto: 7+

Trivia
(Nell’agosto 2007 Joe Wright è diventato il regista più giovane ad aver diretto un film scelto come apertura al Festival di Venezia)

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