da-morire.jpg
Suzanne Stone, bella ma scema, vuole diventare una giornalista televisiva: sposa un batterista di paese e inizia la propria scalata ai grandi network da una pulciosa tv locale in cui conduce le previsioni del tempo.
Tutto il fiele di Gus Van Sant sull’America degli anni ’90, in questa satira che cade proprio alla metà del decennio più immondezzato di spazzatura televisiva. Popolato da personaggi di solare idiozia (su tutti il magnifico Joaquin Phoenix, fratello ancora sconosciuto di River, morto due anni prima per overdose), proprio come li ha fatti la TV, musa ispiratrice di svariate generazioni di vidioti (“Tutti saremmo migliori se apparissimo in TV”): paradigmatico che nel ruolo dell’esecutore materiale vi sia – non accreditato – il David Cronenberg degli incubi elettrodomestici di “Videodrome”. Lo sperimentalismo di Van Sant, più sornione del solito, è espresso nello stile da documentario e culmina nel multiplo split-screen finale. Primo ruolo importante di Nicole Kidman al di fuori delle produzioni con l’allora maritino Tom Cruise: fece subito il botto con la vittoria del Golden Globe (e la conseguente, scandalosa esclusione dalla cinquina per l’Oscar). Sempre sopra le righe, corrode quando riesce ad afferrare la verosimile estasi trogloditica generata dal mezzo televisivo.

Voto: 7

Trivia
(Anche se è ambientato nel New Hampshire, è stato girato quasi interamente a Toronto)
(Meg Ryan rifiutò il ruolo della protagonista)
(A pagina 204 del romanzo da cui è tratto questo film, Suzanne Stone afferma che avrebbe voluto diventare come “that actress that just got married Tom Cruise in real life”. Cioè, Nicole Kidman)
(Primo film di Casey Affleck)