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Vita di Richard Milhous Nixon, presidente degli Stati Uniti d’America dal 1968 al 1974, quando – il primo nella storia degli USA – fu costretto a dimettersi a causa dello scandalo Watergate.
In attesa dell’annunciato progetto su George W. Bush, questo rimane l’ultimo grande film politico (e non solo) di Oliver Stone, che si colloca immediatamente sulla scia dell’altra opera-fiume del regista newyorkese, “JFK”. In questo caso l’operazione è ancora più difficile e meritoria perché fa luce sul presidente meno amato della storia americana dal dopoguerra in avanti, immancabilmente e impietosamente raffigurato nella migliore delle ipotesi come uomo rancoroso e mediocre, rimasto giorno dopo giorno senza difese nei suoi sei anni di presidenza e perciò inchiodato per una bazzecola, se confrontata con gli altri e più rumorosi crimini degli USA passati sotto silenzio. “Chi è davvero Richard Nixon?”, ci si chiede all’inizio; se lo chiede senza pregiudizi anche Stone, limitando sorprendentemente la sua ben nota verve paranoica in materia politica e dando a Nixon la dignità e l’autorevolezza di un personaggio shakespeariano che, in quanto tale, non poteva che essere interpretato da uno splendido Anthony Hopkins – del quale, al giorno d’oggi, è sbalorditiva la curiosa somiglianza fisica con Clemente Mastella. Fu fatalmente molto più apprezzato dal pubblico americano che da quello europeo, al quale era richiesta una preparazione non indifferente in storia contemporanea per poter stare dietro al consueto turbinio stoniano di fatti, date e personaggi. Sono tre ore di cinema maestoso e, soprattutto, importante perché rimane agli atti come biografia, fedele ancorchè non autorizzata, di un personaggio che ha segnato la storia del mondo tra i ’60 e i ’70; e nel nostro piccolo fa sentire ancor di più la mancanza di un cinema italiano capace di prodursi in simili opere su Andreotti, Craxi, Berlusconi.

Voto: 8

Trivia
(Uscito a Hong Kong con un titolo la cui traduzione in italiano suona all’incirca come “Il grande bugiardo”)
(Dopo i rifiuti di Tom Hanks, Warren Beatty e Jack Nicholson, Oliver Stone scelse Hopkins come protagonista dopo aver molto apprezzato la sua performance in “Quel che resta del giorno”)

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