i-tigi.jpg
Il 27 giugno 1980 un Airbus DC-9 diretto a Palermo sparisce improvvisamente dai radar nella zona tra Ponza e Ustica. Nell’agosto 2002, Marco Paolini ci torna su.
La seconda eccezione della storia di questo blog comincia da “Gua…”. La frase spezzata, ultimo suono registrato dalla scatola nera del DC-9 prima dell’interruzione elettrica, può voler dire tutto e il suo contrario. E’ il punto di partenza per uno sgradevole e necessario inabissarsi in quella che, prima che la retorica svuotasse di senso la locuzione, fu definita “vergogna di Stato” nel 1990. Paolini parla a due generazioni, “quella che sa di cosa sto parlando e quella che dice “Eh?”: magari la ricostruzione della strage, puntigliosa al limite della pignoleria, non potrà essere afferrata in ogni suo dettaglio, ma il documento rimane a verbale come il miglior lavoro cinematografico-teatrale sulla storiaccia di Ustica; anche perché c’è solo un precedente, quel “Muro di gomma” (1991) di Marco Risi che impressiona meno di quest’orazione un po’ civile e un po’ funebre su un Paese che negli anni, con i suoi silenzi omertosi e le sue pagine strappate, non ha mancato di disonorare “quei corpi in terra senza più calore”. Filmato da Davide Ferrario con un’estemporanea interruzione per maltempo che non manca di regalare qualche sorriso. Ma si ride perlopiù amarissimo; si ride delle nostre miserie e anche delle nostre proteste di maniera, perché “in Italia l’indignazione dura meno di un orgasmo. E dopo, viene sonno”.

Voto: 8-