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Un avvocato cinico e rampante accetta, per farsi pubblicità, di difendere gratis un timido chierichetto accusato del brutale omicidio dell’arcivescovo di Chicago.
Solido, robusto e avvincente legal-thriller, con i colpi di scena più o meno al posto giusto: Hoblit sa il fatto suo (è tornato a dimostrarlo quest’anno con il valido “L’affare Thomas Crawford”). Niente di più, ok, ma comunque un buon risultato. “Schegge di paura” merita inoltre un posto d’onore nelle videoteche perchè ha lanciato l’attore a maggior potenziale tra quelli dell’attuale generazione di 30enni, un Edward Norton qui implume e magnificamente a suo agio in una parte classica del cinema americano come quella del doppio. Le classiche furberie del prodotto di fiction che strizza l’occhio al pubblico e i buchi di sceneggiatura, ingombranti per un thriller (nessuno, tra preti e compagni, si era mai accorto prima che il ragazzo era un po’ particolare?), sono compensati dall’eccellente Norton, candidato all’Oscar, e dal brillante istrionismo di un Richard Gere più gigione che mai. Frances McDormand, Oscar nello stesso anno per “Fargo”, e Laura Linney fanno da tappezzeria.

Voto: 6,5

Trivia
(La parte di Aaron Stampler, rifiutata da Leonardo Di Caprio, andò al debuttante Edward Norton, che fu scelto tra circa 2100 candidati, tra cui Matt Damon)

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