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Il famoso regista Alessandro Blasetti sta cercando una bambina per il suo prossimo film: Maddalena, ingenua infermiera popolana appassionata di cinema, è disposta a tutto purchè sua figlia superi il provino.
Da un soggetto di Cesare Zavattini sviluppato poi, oltre che dallo stesso regista, anche da Suso Cecchi D’Amico e Francesco Rosi: alcune delle penne migliori di una generazione per raccontare l’incontro-scontro tra l’Italia neorealista dell’immediato dopoguerra e la grande fabbrica dei sogni di Cinecittà, la Hollywood sul Tevere che dispendiò sogni infranti in quantità non inferiore ai posti di lavoro. Con opportuni cambiamenti all’età (adolescenza), al mezzo (la tv) e alle condizioni sociali (tutti i ceti), comunque, la storia è attualissima ancora oggi. A parte la macchinosa virata finale verso uno strappalacrime un po’ artificioso che esalta le doti di Anna Magnani, è una fedelissima fotografia in movimento di una buona fetta del nostro Paese all’inizio degli anni ’50. Un modello per i tantissimi film, italiani e stranieri, sulle illusioni del cinematografo. Riconoscerete di sicuro lo speaker della scena iniziale.

Voto: 8

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