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Vita sregolata di Lenny Bruce, comico, cabarettista e autore teatrale che nell’America degli anni ’50 spostò enormemente in avanti il limite del dicibile in pubblico.
“Lo sapevate che Eleanor Roosevelt ha attaccato lo scolo a Primo Carnera?” (nella versione originale: “Did you know that Eleanor Roosevelt gave Lou Gehrig the clap?”). Lenny Bruce è stato il più grande satirico americano del ventesimo secolo, specialmente perchè è stato il primo ad avventurarsi oltre gli steccati del perbenismo tutto Doris Day e torte di mele degli Stati Uniti di fine anni ’50; l’uomo che il giorno dell’assassinio di Kennedy salì lo stesso sul palco, scuotendo la testa e sospirando “Povero Vaughn Meader!” (Vaughn Meader era un comico televisivo che aveva raggiunto il successo imitando JFK); l’Uomo Nero per molti decenni di storia USA, l’Osceno, il Pornografo, prima di essere ufficialmente riabilitato all’inizio di questo secolo. Per il film su un comico jazz ci voleva, nel 1974, il regista jazz per definizione: Bob Fosse, fresco del successo di “Cabaret”. Dustin Hoffman è magnifico, come lo è il doppiaggio in italiano di Gigi Proietti; Fosse cattura perfettamente la trasgressiva e teatrale buffoneria dell’uomo Lenny Bruce ancor prima che dell’attore, e trasforma la sua biografia in un musical sui generis senza neanche una nota di commento (ad eccezione dei titoli di testa e di coda), che si tiene lontano dai rischi dell’agiografia laddove mostra il disfacimento psico-fisico del protagonista con un’impietosa unica inquadratura a camera fissa che lo riprende in campo lungo: cosa c’è di più triste di un comico che non fa più ridere? Valerie Perrine fu una rivelazione premiata anche a Cannes.

Voto: 7,5

Trivia
(Poco dopo la fine delle riprese, Bob Fosse fu colto da infarto e passò molto tempo in ospedale temendo anche per la sua vita. Racconterà quest’esperienza nel 1979, in “All that Jazz”)
(La voce fuori campo che si sente durante le interviste è quella dello stesso Bob Fosse)
(Raquel Welch rifiutò la parte di Honey Bruce)