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Harry e Sally si incontrano tre volte in dieci anni: la prima fanno un lungo viaggio in auto da Chicago a New York; la seconda in aeroporto; la terza in una biblioteca. Diventano amici, poi finiscono a letto e si lasciano. Ma c’è il lieto fine.
Grande successo di pubblico per questa commedia dal brio tipicamente anni ’80, che lanciò Meg Ryan come star delle sophisticated comedies americane (un paio delle quali dirette da Nora Ephron, sceneggiatrice di questo film premiata con l’Oscar). Fila via come un treno in discesa in un’ora e mezza ricca di dialoghi divertenti e grandi interrogativi dei quali il principale e ormai risaputo é: ci può essere semplice amicizia tra un uomo e una donna? Sì, ma a patto che non ci sia attrazione fisica. C’è molto di Woody Allen in questa commedia newyorkese che sembra a tratti una versione aggiornata di “Annie Hall”: le musiche jazz e swing, i discorsi eleganti, l’assoluta centralità dei protagonisti. In costante equilibrio tra il carino e il delizioso. (Giustamente) famosa la scena del finto orgasmo al ristorante.

Voto: 7+

Trivia
(In una scena Harry sta leggendo “Misery” di Stephen King, la cui trasposizione cinematografica sarà il successivo film di Reiner, nel 1990)
(La signora anziana che, dopo la scena al ristorante (suggerita dalla stessa Meg Ryan), pronuncia la famosa battuta “Quello che ha preso la signorina” è la mamma di Rob Reiner)

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