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Il Presidente del pianeta Spaceball vuole rubare l’aria al vicino pianeta Druidia e organizza perciò il rapimento della principessa Vespa; solo Stella Solitaria, navigatore dello spazio, può fermarlo.
Un’altra tacca – non delle più rilevanti – nella carriera di Mel Brooks, che tra i ’70 e gli ’80 ha operato una vera e propria riforma del genere comico americano lanciandosi in ardite prese in giro tanto più spericolate quanto più era difficile il compito da svolgere. Se “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” riusciva nel difficilissimo tentativo di sbeffeggiare un mostro sacro come il western classico, “Spaceballs” si trova più in difficoltà nei confronti di un genere, la fantascienza, rivoluzionato dalla trilogia di Lucas che a volte prestava essa stessa il fianco – volontariamente o meno – alla parodia. Il film ricalca fin troppo fedelmente (copiando scenografie e personaggi e parafrasandone le battute) il solco di “Guerre stellari”, tanto che i momenti più divertenti sono quelli che esulano dalla narrazione ed esondano nel meta-cinema: le considerazioni sul merchandising, il surreale dibattito sull’adesso davanti alla cassetta del film stesso, le citazioni finali di “Alien” e “Il pianeta delle scimmie”. Il canuomo (“il migliore amico di me stesso”) Rutto Lomeo è il ruolo cinematografico più famoso nella carriera di John Candy, comico del Saturday Night Love che alla sua mole dovette la fama, i soldi e la prematura scomparsa a 43 anni per un infarto.

Voto: 6+

Trivia
(Il nome del Presidente impersonato dal regista, Skroob, è ovviamente l’anagramma di Brooks)
(George Lucas, grande fan dei precedenti film di Brooks, non ebbe problemi a dare il suo consenso alla realizzazione della pellicola)