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Londra 2027: in un mondo votato all’imbarbarimento e prossimo all’autodistruzione, l’umanità è stata colpita da un misterioso morbo che l’ha resa infertile, e l’individuo più giovane del pianeta – un ragazzo di 18 anni e qualche mese – è appena stato assassinato a Buenos Aires.
Dall’omonimo romanzo di Phillys Dorothy James. Le ambizioni autoriali di un giovane regista messicano reduce da discreti successi di cassetta (“Y tu mamà tambièn”, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”) possono dirsi soddisfatte? Il suo progetto di film fanta-politico è coraggioso e il regista vi ci si dedica con attenzione certosina, cercando di impreziosirlo con numeri d’alta scuola per impressionare gli esteti: piani-sequenza a raffica e almeno tre eccitate scene di forte impatto (i due inseguimenti e il momento del parto), più inedite immagini di guerriglia in cui l’obiettivo della camera a mano viene ruffianamente colpito da alcuni fiotti di sangue. Per badare alla confezione, Cuaròn dà tuttavia l’impressione di trascurare l’interessantissimo soggetto dell’opera: un’umanità allo stremo in un mondo al crepuscolo (raffigurato con ottime scenografie e grande gusto dell’immagine; rimarchevole fotografia di Emmanuel Lubezki), a rischio d’estinzione per la propria ottusità che gli ha fatto smarrire il lume della ragione anche di fronte ad una nuova, prodigiosa Natività. I momenti-chiave della cristianità sono semplicemente giustapposti al viaggio tortuoso dei due (tre) protagonisti, di cui a lungo si mostrano solo gli spostamenti senz’approfondirne significati e contorno, ivi compreso un enigmatico gruppo terroristico di cui non si comprende il senso (o forse l’intento era proprio questo); Michael Caine si diverte nel ruolo di un bizzarro hippy post-atomico che ascolta le cover di Battiato. Suggestivo e imperfetto.

Voto: 7=

Trivia
(Nella prima settimana in cui il film uscì nel cinema londinese sito in Leicester Square, fu erroneamente esposto in tabellone col titolo di “Children of Me”)
(Tra le auto usate nel film anche una Fiat Multipla; è quella che i protagonisti sono costretti a mettere in moto spingendola)
(L’autrice del romanzo, P.D. James, compare per un breve momento nella scena iniziale nel bar)

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