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Lo sceriffo di un paesino del Tennessee s’innamora della giovane e bella figlia di un balordo che distilla rhum abusivamente nella sua fattoria.
Piccolo film quasi dimenticato negli anni, eppure uno dei migliori del newyorkese John Frankenheimer, specializzato in thriller o film d’azione violenta (da “Va’ e uccidi” a “Ronin”), che per questo quieto dramma di villaggio lasciò da parte le sue abituali atmosfere per calarsi nei ritmi del country, aiutato non poco dalla suggestiva colonna sonora di Johnny Cash (che presta al film il titolo di una delle sue ballate più celebri, “I walk the line”); la vicenda potrebbe del resto essere benissimo il testo di una sua canzone. Il conflitto tra il risveglio dei sensi e la legge ed il rigore morale squassano all’improvviso la banale esistenza di un Gregory Peck di misurata intensità, coadiuvato da un’ottima Estelle Parsons nel ruolo della moglie che non capisce, non può. Film a raggio corto di limitata autonomia, ma si lascia seguire con grande facilità e ha il suo maggior pregio nella specchiata semplicità del testo, curiosamente “anti-anticonformista” all’inizio di un decennio di rivoluzione e distacco dai modelli degli anni ’60.

Voto: 7