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Per avidità e sete di denaro, un poliziotto fa il doppio gioco segnalando a Cosa Nostra i nascondigli di testimoni scomodi da eliminare. Le cose si complicano quando la mafia gli ordina di far fuori una pericolosa donna che lui dovrebbe anche portare alla polizia.
Questo film di Peter Medak, regista statunitense di origini ungheresi dalla carriera non particolarmente luminosa, si inscrive senza brillare nel filone del new-noir americano, ma gli manca la personalità per essere ricordato anche dopo i cento minuti di visione. Il titolo cita una canzone di Tom Waits (ed è poi ripreso anche nell’incipit di “Always” di Bon Jovi, che aveva scritto quella canzone apposta per questo film, ma che fu scartata da una produzione dal risibile senso degli affari). Le regole e i clichés del genere vengono rispettati in pieno, anche troppo sistematicamente per non correre il rischio di scadere nel prevedibile; il copione della sceneggiatrice-produttrice Hilary Henkin sembra una donna dal trucco pesante che ciononostante non riesce a farsi notare. Gary Oldman senza infamia e senza lode, Lena Olin rasenta a più riprese il ridicolo nel suo personaggio di femme fatale oltre ogni ragionevole eccesso. Il finale ha uno scatto d’orgoglio che lo fa quasi arrivare alla sufficienza.

Voto: 6=

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