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Il tema della passione sviluppato in quattro episodi: “Eros”, “Maternità”, “Matrimonio” e “Amore estremo”.
Primo episodio: costretto temporaneamente sulla sedia a rotelle dopo un incidente d’auto, un ragazzo fantastica sulla sua fisioterapista. Il cinema italiano nella sua forma più escrementizia e deteriore: venticinque minuti di nulla prima che finalmente la Bellucci si abbassi le mutande e la si faccia finita tutti quanti. Se fosse muto, l’episodio ci guadagnerebbe molto: la recitazione della coppia principale è puro inquinamento acustico. La tanto strombazzata scena di sesso finale è un grossolano ma redditizio espediente di marketing degno della miglior tradizione lucheriniana. Il simpatico Dario Bandiera, utilizzato male, prova a renderlo più sopportabile. Cammei di Fiorello e di Valeria Solarino, inspiegabile compagna del Veronesi. Voto 3=.
Secondo episodio: una coppia infertile vola a Barcellona sperando di ottenere un figlio tramite fecondazione assistita. Il meno peggio: Fabio Volo incappa in svariati passi indietro rispetto alle sue prove precedenti, cedendo il passo ad una Barbora Bobulova dall’insospettabile verve di attrice comica. Situazioni stereotipate e gag vecchie di vent’anni, sotto la finta patina da cinema “impegnato”, ma l’insieme regge in qualche modo fino alla fine. Gustosa la gag della “mostruosa” coppia napoletana che sfreccia sotto la Sagrada Familia ascoltando Gigi D’Alessio. Voto: 6-.
Terzo episodio: una matura coppia gay vorrebbe sposarsi, ma deve scontrarsi con le leggi italiane e i pareri contrari dei loro conoscenti. Semplicemente orribile: ci vuole del talento per prendere due signori attori come Albanese e Rubini e ridurli al rango di sguaiate macchiette gay con l’orecchino e le mossettine e gli schiaffetti e gli impeti d’ira da checche isteriche. Vergognosa sarabanda di stantii luoghi comuni sull’omosessualità: dalle amicizie trans al babbo omofobo, dalle camminate impettite a Gianna Nannini. Voto: 1,5.
Quarto episodio: un maitre cinquantenne prossimo all’inverno della sua esistenza s’innamora follemente di una cameriera spagnola. Un grande Carlo Verdone tiene in piedi un intero episodio pieno di buchi e semplificazioni troppo spudorate per quella che si pretende essere una commedia. Elsa Pataky non guasta, ma ci vorrebbe ben altra spalla. Voto: 5.

Voto: 4-

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