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Roma: nella fantasia dei bambini, nella cupa allegria dell’epoca fascista, nella grottesca quotidianità dell’oggi.
Evoluzione creativa e narrativa del documentario urbanistico e antropologico nato agli albori del cinema sonoro (di cui l’esempio più famoso è “Berlino, sinfonia di una grande città” di Walter Ruttmann, 1927). Fellini ci aggiunge il genio e l’estro che rende “Roma” un’opera contemporaneamente sincera e originalissima nel prendere in considerazione e illuminare punti nascosti di una città che, più di altre, si presta per storia e abitudini dei suoi abitanti ad uno stile irregolare e contraddittorio. Moltissimi momenti notevoli: lo spettacolo di varietà di cui Fellini preferisce il pubblico rispetto a ciò che accade sul palco; la pungente iconoclastia della sfilata di abiti ecclesiastici, premonitrice 35 anni prima dei papi con le scarpe di Prada; lo spunto reale dei lavori per la Linea A della metropolitana che serve da riflessione per i rischi del progresso; l’umiliante quadretto delle prostitute esposte alla clientela come in macelleria; la chiassosa e infinita sequenza in trattoria. Mai un film si è avvicinato così tanto a carpire l’essenza di Roma, di cui nulla è taciuto, neanche l’insopportabile trivialità del presente. Cammei non accreditati di Alvaro Vitali, Renato Zero, Anna Magnani, Marcello Mastroianni e Alberto Sordi, questi ultimi due scomparsi nella versione DVD.

Voto: 7,5