Per la recluta Jake Hoyt è giorno di addestramento: il suo compito è passare una giornata insieme ad Alonzo Harris, sergente dell’antinarcotici dai molti scheletri nell’armadio.
Il miglior film di Antoine Fuqua, 42enne di Pittsburgh di talento non particolarmente eccelso; qui è ordinato servitore di due ottimi attori (un Denzel Washington in stato di grazia al primo ruolo da villain in carriera, che fruttò il secondo Oscar da protagonista della storia ad un attore nero, 38 anni dopo Sidney Poitier; Ethan Hawke eccellente spalla nel ruolo che si porta dietro da una vita, il wasp timido e impacciato che a un certo punto del film prende eroicamente il coraggio con due mani nelle situazioni le più varie – ricordate “Capitano, mio capitano?”) e fedele esecutore di una sceneggiatura (di David Ayer) abile a fondarsi sugli stereotipi (poliziotto bianco/poliziotto nero, giovane recluta/sergente marpione) e su qualche labile aggancio alla realtà losangelina (si evoca Rodney King, il tassista nero che nel 1991 fu pestato a sangue dalla polizia di L.A. per non essersi fermato a un posto di blocco) per costruire un film di incalzante tensione; opera ancora più apprezzabile perchè realizzata in un momento di grande crisi del genere poliziesco. Divertente stuolo di comparsate di star dell’hip hop e R’nB contemporaneo, da Snoop Dogg a Dr. Dre passando per Macy Gray; primo ruolo significativo per la cubano-americana Eva Mendes, attualmente tra le prime cinque donne più belle di Hollywood.

Voto: 7+

Trivia
(La scena del primo incontro tra Denzel Washington e Ethan Hawke è ambientata nello stesso bar in cui si svolge, in “Se7en”, il dialogo tra Morgan Freeman e Gwyneth Paltrow)
(Gary Sinise, Bruce Willis e Tom Sizemore rifiutarono il ruolo di Alonzo Harris)

Advertisements