A Basin City detta Sin City la notte brulica di tormentati poliziotti, spregiudicate femmes fatales, pazzi assassini e donne in pericolo.
Dal genio di Frank Miller, e solo (molto) dopo dall’inventiva di Robert Rodriguez, indegno figlioccio di Tarantino, il primo esperimento di trasposizione di un fumetto dalla cellulosa alla celluloide mantenendo pedissequamente sia l’intreccio narrativo (che corrisponde nell’ordine alle storie “Un duro addio”, “Quel bastardo giallo” e “Un’abbuffata di morte”, più un accenno a “Il cliente ha sempre ragione” nell’incipit e nell’epilogo) che, soprattutto, la composizione dell’immagine, con tantissime inquadrature esattamente identiche ai loro corrispettivi riquadri cartacei. Al di là dei meriti del fumetto in sé – una delle più riuscite opere dark-noir del genere, dal respiro quasi cinematografico – si nota con fastidio, dietro la maniacale attenzione nel riprodurre il più fedelmente possibile i luoghi e i personaggi dell’universo milleriano, un che di vuota estetica modaiola, tendente al tarantinesimo senza mai neanche sfiorarlo. La traduzione in immagini in movimento meriterebbe qualcosa in più della semplice animazione dei mirabili disegni di Frank Miller, che pure ha benedetto l’intera operazione. Film da gustare a frammenti, in piccole dosi perché alla lunga può venire a noia; comunque la pensiate, eccezionali la fotografia e l’uso del colore. Tra le mille bellissime pupe Jessica Alba merita una citazione adorante.

Voto: 6+

Trivia
(Le spade usate da Miho sono le stesse usate da alcuni componenti della Crazy 88 Gang di “Kill Bill Volume 1”. Tarantino le aveva conservate nel suo garage)
(Per ricambiare il favore della colonna sonora di Kill Bill Volume 2, Quentin Tarantino ha diretto per la cifra simbolica di un dollaro la scena in cui Clive Owen è in macchina insieme a Benicio Del Toro)
(La musica su cui Jessica Alba danza nel film è diversa da quella che l’attrice stava realmente ascoltando quando la scena fu girata)
(Per motivi di chroma key, nella realtà il liquido di cui fu ricoperto Nick Stahl non era giallo ma blu)
(Nonostante appaia in tutti e tre gli episodi, Brittany Murphy ha girato tutte le sue scene in un giorno solo)

 

 

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