1850, Nuova Zelanda: Ada, muta dall’età di sei anni e vedova con una figlia, viene data in sposa ad un ricco colone inglese che non esita a venderle il suo adorato piano in cambio di un terreno.
Il film che nel 1993 rivelò la 39enne neozelandese Jane Campion, comprensibilmente a suo agio nell’immortalare la natura selvaggia del suo Paese. Storia d’amore anticonvenzionale (ma quanto? Sul film spira insidioso il vento del manierismo che tanti critici e festival ha incantato, Cannes compreso) di due emarginati fuori tempo e fuori luogo non solo per i costumi dell’epoca; uno dei film più romantici del decennio anche e soprattutto per il ritratto autenticamente più fisico che sentimentale del singolare love affair tra Ada e Baines, raffigurato con picchi di spiccia ruderia insieme a carezze di tenero lirismo (i messaggi d’amore sui tasti del pianoforte). Al suo attivo: l’eccellente quartetto d’attori (osannate le due donne – Anna Paquin Oscar a 11 anni –, ma non va dimenticato il sottovalutato Sam Neill, più che dignitoso in un ruolo molto difficile), le musiche di Michael Nyman, la fotografia di Stuart Dryburgh. La regia di Jane Campion non è immune da qualche passaggio lezioso.

Voto: 7+

Trivia
(Fu l’ultimo film guardato da Kurt Cobain prima di morire)
(Jane Campion divenne nel 1993 la prima donna a vincere la Palma d’Oro, ma non poté salire sul palco a ritirarla perché stava per partorire)

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