Nottataccia per Max, un tassista di Los Angeles che carica sulla sua vettura Vincent, un glaciale killer a pagamento incaricato di eliminare cinque testimoni per conto di un boss del narcotraffico.
Il ritorno di Michael Mann al più puro cinema “di genere” avviene senza vergognarsi di sottostare alle ferree regole dell’action-movie (coincidenze inverosimili, esuberanze da decatleta, cappottamenti da cui si esce incolumi), ma anzi sfruttandole e riutilizzandole per sviluppare i temi a lui cari: la solitudine dell’Uomo quando è immerso nella metropoli alienante e infinitamente grande (ancor più sfuggente se notturna come questa magnifica Los Angeles), l’atmosfera impregnata di feroce determinismo, un’attenzione maniacale al disegno dei personaggi, specialmente quello di Max (mentre quello di Cruise-Vincent rimane non più che abbozzato), prosecutore della galleria degli antieroici e umanissimi personaggi positivi del regista (l’unico della sua cinematografia per il quale si possa a buon diritto parlare di “lieto fine”). C’è anche Javier Bardem, in uno sfizioso ruolo secondario. Il gusto manniano per le deviazioni narrative si riflette in almeno due grandi momenti “altri” rispetto alla storia: la divagazione-jazz sull’aneddoto di Miles Davis al locale e la lunare e improvvisa apparizione del coyote che inebetisce Max e Vincent, sbattendo loro in faccia il (non)senso di una notte che non dimenticheranno.

Voto: 7+

Trivia
(Per il ruolo di Max, Mann aveva pensato anche a Adam Sandler e Cuba Gooding jr., quest’ultimo scartato per aver già recitato insieme a Tom Cruise in un film completamente diverso come “Jerry Maguire”)
(Non ci sono titoli di testa)
(Il film si svolge a Los Angeles il 24 e 25 gennaio 2004)
(Come “Heat” di Mann iniziava in una metropolitana e terminava in un aeroporto, “Collateral” inizia in un aeroporto e termina in una metropolitana)
(Prima che fosse offerta a Michael Mann, la sceneggiatura fu letta anche dal regista brasiliano Fernando Meirelles, che stava progettando di farci un film sulle atmosfere di “Fuori orario” di Scorsese)