Nel Perù di inizio ‘900, un imprenditore irlandese del caucciù, matto e melomane, si mette in testa un’idea meravigliosa e folle: costruire un teatro d’opera nella foresta amazzonica per portarci il suo idolo Enrico Caruso.
“Chi sogna può muovere le montagne”. Nel bene e nel male, il film Definitivo di Werner Herzog: grandioso, eccessivo, costantemente sopra le righe, titanico e totale. Stando alle parole di Herzog, un Fitzcarraldo è esistito veramente: era un magnate della gomma che per raggiungere un territorio smontò la sua nave per ricostruirla oltre una collina. Poco importa dunque l’obiettivo oltremodo bizzarro del protagonista: ciò che conta è misurare fino a dove un uomo è disposto ad arrivare per realizzare i propri sogni. Fitzcarraldo è Herzog, evidentemente; lo incarna il suo feticcio Klaus Kinski ma – dietro la sua gioia, il suo sconforto, la sua fatica – c’è senza dubbio la mostruosa tenacia di uno dei registi più sui generis della storia del cinema europeo. La prima parte introduttiva serve solo a scaldare i motori per i secondi torrenziali 75 minuti, preclaro esempio di epica cinematografica a metà tra “Apocalypse Now” e i miti delle antiche religioni mesopotamiche; l’immagine della nave che scala la collina è il simbolo della weltanschaaung di un uomo ferocemente ottimista. Sconfinata aneddotica sulla tribolata (eufemismo) lavorazione: il rogo appiccato all’accampamento dove alloggiava la troupe da parte di una tribù indigena che fece slittare l’inizio delle riprese di oltre un anno; la grave malattia del primo attore scelto come protagonista, Jason Robards, poi sostituito da Kinski; la difficile scelta della nave da trainare (oltre 300 tonnellate!) e del sistema di argani da utilizzare; leggende metropolitane varie di indios morti…

Voto: 7,5

Trivia
(Nel documentario “My Best Friend: Klaus Kinski”, Herzog racconta di come, durante le riprese del film, il capo degli indios locali si fosse avvicinato a lui chiedendogli il permesso di uccidere Kinski. La risposta di Herzog fu negativa, perché c’erano ancora molte scene da girare)

 

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