Iuri e Stella, fratello e sorella, si amano. Lei partirà per New York, lui soffre per l’imminente distacco. Avventure allucinate.
Esordio alla regia di Libero De Rienzo, brillantissimo attore che, dopo l’exploit di “Santa Maradona”, ha voluto centellinare (anche troppo) le proprie apparizioni sullo schermo. La sua opera prima è principalmente un guazzabuglio di difficile definizione; sicuramente iper-pretenziosa, ma simile al primo lavoro di un pittore moderno che, ansioso di potersi finalmente esprimere, butta sulla tela tutto ciò che gli passa e che gli è passato per la mente mentre pensava al suo progetto, senza saperlo canalizzare con un minimo di “selezione all’uscita”. Film sincero e passionale, ma tutto il resto? Sconnesso, élitariamente provocatorio, scandito a tratti da un fastidioso montaggio audio-video che è violento tanto per fare. Brilla di luce propria Elio Germano, ben spalleggiato nel finale da un Luca Lionello che a 40 anni suonati meriterebbe più considerazione dal nostro cinema. De Rienzo ritaglia per sé l’estemporaneo ruolo di un guru da strada dall’impeccabile pronuncia ispanica. Prevedibile che l’abbiano visto in quattro.

Voto: 5+