Gli abitanti di un istituto per nani, situato in un paese remoto, si ribellano alle autorità per protestare contro la cattura del loro “capobanda” da parte del direttore, che lo detiene nel suo ufficio.
Istruttivo compendio dell’Herzog più folle, visionario e incontenibile (aggettivo il cui significato può anche facilmente volgere al peggio); non una logica, non una teoria, non una chiave di lettura nella sconsolante esposizione di (u)omini che diventano bestie fino a dilagare nel sadismo puramente giocoso, e perciò ancora più malsano; oltre agli evidenti motivi fisici, c’è nell’animo dei nani di questo film una componente predominante di cattiveria infantile che inquieta perché non si trattiene dall’addentrarsi in un delirio tipicamente herzoghiano fatto di scherzi crudeli e scimmie crocifisse. Stilisticamente estenuante, arrivare fino alla fine è l’equivalente cinematografico di una gara di triathlon. Girato a Lanzarote, nelle Canarie, con attori – ça va sans dire – non professionisti.

Voto: 5,5