Prima parte: l’addestramento a Paris Island di un gruppo di marines prima della partenza per il Vietnam. Seconda parte: il Vietnam.
“Diffama la guerra e l’esercito” (Morando Morandini). A parte l’inclassificabile “2001”, il maggior film di Stanley Kubrick. La guerra è orribile e bestiale e questo film lo urla (insolito in Kubrick, ma necessario) dall’inizio alla fine. Le allusioni, le cripticità, il procedere per intuizioni di altri film del Maestro – ad eccezione dell’unica altra parentesi bellica, “Orizzonti di gloria” – sono spazzate via dall’allucinante racconto iperrealista (che sfocia in alcuni passi nella cronaca; le scene dell’addestramento sono riportate con minuziosa fedeltà) del Crimine umano, sociale e politico che più legittima l’incrollabile pessimismo di Kubrick; un Crimine simboleggiato dal principale conflitto che ha colpito l’Occidente dal 1945 ad oggi, nonché uno dei più obbrobriosi. La violenza, in egual misura psicologica e fisica, procurata (lo stillicidio del cecchino) e autoinflitta (il suicidio di Palla di Lardo), è mostrata in primo piano senza false pudicizie; ancora una volta per Kubrick è fondamentale mostrare, illustrare, in questo caso svelare lo scandalo facendo riferimento alle sue prime esperienze da fotoreporter. I soldati sono animali in gabbia, mossi da bassi istinti, esseri animati privi di midollo e accecati dalle istituzioni; Kubrick gli fa dire frasi beote o assurdamente retoriche, aggiungendo allo scempio grottesche dimensioni da farsaccia (i dialoghi con le prostitute). Momenti agghiaccianti: i cadaveri ricoperti di calce viva, la scoperta del cecchino, il finale. Un grido di lancinante dolore senza possibilità di consolazione o falsi happy ending; un’opera immane.

Voto: 8+

Trivia
(Kubrick scelse R. Lee Ermey, attore non professionista che in realtà era un vero addestratore di marines, dopo aver visto un suo nastro in cui insultava le sue reclute per un quarto d’ora senza mai fermarsi)
(Il sergente Hartman non si vede mai senza cappello)
(Con i suoi circa 33 chili messi su appositamente per girare questo film, Vincent D’Onofrio batté il precedente record di Robert De Niro per “Toro scatenato”)
(Nella versione italiana la cosa non si coglie, ma entrambe le “parti” in cui è idealmente diviso il film si concludono con un riferimento a Mickey Mouse. Hartman fa irruzione nel bagno urlando “What is this Mickey Mouse shit?”; alla fine del film tutti i soldati cantano la canzone del club di Topolino)
(Il vero nome del soldato Joker è J.T. Davis)
(La Abigail Mead autrice della colonna sonora altre non è che Vivian Kubrick, moglie del regista)